Colle Val d'Elsa e le sue industrie

La nascita dell'industria vetraria segnò l'inizio del rifiorimento della vivacità manifatturiera di Colle Val d'Elsa un tempo strettamente legata all'attività e al prestigio delle sue numerose cartiere poi decadute.
Colle si avviò a diventare un centro industriale di una certa consistenza, collocato all'interno di un territorio caratterizzato invece da profonda arretratezza.
Nel 1850, oltre alla fornace vetraria, erano attive: una piccola ferriera, sette cartiere, una fabbrica per la produzione dei cappelli di feltro, due gualchiere, due tintorie, due conce, due fornaci per vasellami e terrecotte, due cave di travertino e diverse fornaci da calcina, sette mulini da grano e uno per la macerazione della scorza delle mortelle.
A questi impianti si aggiunse nel 1855 la ferriera Masson.
Alla fine del primo decennio dell'Unità d'Italia l'attività industriale di Colle era in pieno rigoglio: su una popolazione di poco più di 8000 abitanti si contavano circa 800 persone impiegate nell'industria colligiana, una percentuale ragguardevole per l'Italia di quell'epoca.

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