Nell'immediato dopoguerra alle Vetrerie Boschi si intensificarono le sperimentazioni
per la realizzazione della formula del cristallo al piombo, condotte nello
stabilimento della "Fabbrichina": nel 1946 si riuscì a produrre una miscela con
percentuali del 15-16% di ossido di piombo.
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Furono anni di ripresa economica come dimostra anche l'incremento del numero di
addetti: dai 105 del 1942 si arrivò ai 625 del 1950.
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In quegli anni nei due
stabilimenti colligiani ci si dedicò anche alla produzione dei vetri da finestra -
una legge nazionale imponeva ai produttori di vetro cavo di dedicare una parte della
propria produzione alla realizzazione di vetri piani indispensabili alla
ricostruzione - soffiati a bocca con il sistema detto "del cilindro".