La produzione ordinaria della Schmid era in genere diversa da quella in concorso
alle varie Esposizioni. Molto ampia era la scelta dei bicchieri, dei calici,
delle bottiglie e delle ampolle che andavano dalle forme più semplici a quelle
più sofisticate, decorate con intagli o da incisioni. Numerosi erano gli oggetti
d'uso quotidiano: imbuti, vari tipi di misure, bugie, acquasantiere,
calamai, mesciacqua.
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L'azienda produceva articoli per l'illuminazione come tubi per lanterne e per
fanali, candelieri, lumi a petrolio, lampade da chiesa, vari tipi di paralumi.
Un inventario redatto nel 1886 elenca anche alcuni vetri per la farmochimica come
le "bocce da farmacisti con padellino", i vasi "da speziali", i pappagalli, i
"poppaioli con cannello", i mortai con pestello, i "purificatori", i
bicchieri da esperienza chimica.
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Il tipo di vetro prodotto all'epoca dalla Schmid era per composizione ancora
molto diverso dal cristallo al piombo di fattura inglese e francese: i
componenti principali della massa vetrosa (quarzo, calce, manganese, potassa)
erano di provenienza italiana, in genere di scarsa qualità.
Completamente assente - così come avveniva nel resto della penisola italiana -
era ancora l'ossido di piombo, impiegato invece nel cristallo inglese e francese.
Nell'ultimo quarto dell'Ottocento si assiste ad un primo salto di qualità con
l'impiego della rinomata sabbia silicea di Fontainbleau.