I maestri vetrai d'oltralpe importarono a Colle tecniche, forme e decori francesi;
nella produzione "Schmid" più ricca e sofisticata si andò oltre, ricercando
intenzionali riferimenti stilistici ai modelli delle cristallerie francesi che
all'epoca trionfavano su tutti i mercati europei.
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A tale proposito si registra la presenza di un catalogo ottocentesco il cui
frontespizio recita "Collection des dessins representant exactement les
cristaux de Baccarat, Saint Louis e Colle Val d'Elsa".
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Gli errori di traduzione dal francese, la copertina realizzata a Colle, le
pagine interne riprese dal catalogo Baccarat del 1833 dimostrano con ogni
probabilità che si tratta di uno scaltro espediente del "sagace" Giovan Battista
Schmid volto ad impressionare qualche cliente, presentando la propria produzione
come strettamente legata a quella francese allora di gran moda. Il catalogo ha
tuttavia un suo valore documentale dimostrandoci al di fuori di ogni dubbio
quali fossero i modelli che l'industriale si proponeva di imitare.