La privativa dei "cristalli" nell'intero Granducato: una richiesta negata

Francesco Mathis temendo l'apertura di nuove aziende nel 1825 inviò una supplica al Granduca di Toscana per richiedere la privativa dei cristalli in tutto il Granducato.
La richiesta venne avanzata due volte ma in entrambe si rispose con un rifiuto.
All'epoca la fornace impiegava già più di settanta lavoranti.

"14 luglio 1825
Altezza Imperiale e Reale
Francesco Mathis originario di Fours in Francia, dipartimento di Nivers, e suo Compagno domiciliati in Toscana, servi, e sudditi umilissimi di V.A.I. e R. col più profondo ossequio rappresentano come da dieci anni a questa parte sono gli unici che abbiano tenuto , e tengano aperta una fabbrica di cristalli nel Granducato con l'impiego dei loro capitali, e di settanta e più persone, che vi lavorano sotto la loro direzione, e di presente da cinque anni nella Città di Colle di Val d'Elsa...


Prostrato il Supplicante al Regio Trono rispettosamente implora la grazia di una Privativa nella detta fabbricazione di cristalli, almeno per un lasso di anni cinque, estesa a tutto il Granducato...".

Archivio della Camera di Commercio di Firenze.

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