Con la realizzazione del cristallo al piombo la produzione di Colle Val d'Elsa
ebbe una immediata spinta propulsiva: soltanto le aziende che si riconvertirono
o quelle nuove che nacquero per produrre cristallo si assicurarono un florido
futuro, le altre erano destinate a scomparire di lì a poco.
Occorre ricordare che sei anni dopo - nel 1969 - l'intera Comunità Europea
avrebbe dettato le
regole comunitarie con cui classificare i cristalli: con tali
norme si proibì, pena sanzioni severe, di chiamare cristallo qualunque vetro che
non contenesse una percentuale di ossido di piombo del 24% e non garantisse un
indice di rifrazione della luce uguale a 1,545.