Il cristallo al piombo

Le aziende oggi attive a Colle Val d'Elsa nacquero proprio in quegli anni: le Cristallerie Arnolfo di Cambio e Vilca nel 1963, la Calp nel 1967 dalla fusione di due aziende già esistenti (la CALB e la Cristalleria LA PIANA), nel 1968 la Kristal Krisla che diverrà anni dopo la Colle Cristallerie.
Certo la sola conquista del cristallo al piombo non spiegherebbe da sola l'imposizione così forte del prodotto di Colle Val d'Elsa sia sul mercato italiano che su quello internazionale.
Di vitale importanza fu la scelta di puntare sull'automatizzato e sulla ricerca di sempre nuove tecnologie effettuato da alcune di quelle aziende, mentre altre scommettevano su altri fattori di crescita come la collaborazione con firme famose del design internazionale.
Nel 1963 dopo grandi investimenti e molte sperimentazioni a Colle Val d'Elsa, presso la Cristalleria La Piana, si riuscì a produrre un vetro contenente ossido di piombo in percentuali superiori al 24%: si trattava di un prodotto in grado di competere per brillantezza ed acronaticità con quello proveniente dall'Inghilterra, dalla Francia, dal Belgio dove la tradizione di vetro al piombo era plurisecolare.
Con la realizzazione del cristallo al piombo la produzione di Colle Val d'Elsa ebbe una immediata spinta propulsiva: soltanto le aziende che si riconvertirono o quelle nuove che nacquero per produrre cristallo si assicurarono un florido futuro, le altre erano destinate a scomparire di lì a poco.
Occorre ricordare che sei anni dopo - nel 1969 - l'intera Comunità Europea avrebbe dettato le regole comunitarie con cui classificare i cristalli: con tali norme si proibì, pena sanzioni severe, di chiamare cristallo qualunque vetro che non contenesse una percentuale di ossido di piombo del 24% e non garantisse un indice di rifrazione della luce uguale a 1,545.

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