Sul finire del 1914, mentre la "Fabbrichina" chiudeva per dissesti finanziari e
per la grave crisi che aveva investito il settore alla vigilia della prima guerra
mondiale, riapriva la fornace di via dei Fossi, acquistata da una società con sede
legale a Firenze.
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La nuova azienda prese il nome di S.A.L.V.E., Società Anonima La Vetreria Elsana.
Nel suo primo anno di attività la S.A.L.V.E. fu attiva soprattutto nella produzione
di tubi per lumi ad olio e a petrolio, e lampade.
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Nel 1916 un Decreto Luogotenenziale vietò l'esportazione dei tubi per l'illuminazione;
l'azienda fu costretta ad abbandonare quella produzione e si riconvertì essenzialmente
al repertorio classico del vetro bianco: bicchieri, calici, bottiglie.
L'anno successivo la crisi si aggravò e cessarono le esportazioni.
A guerra finita La S.A.L.V.E. continuò a vivacchiare fino al marzo del 1922
quando cessò l'attività.