L'Età di Augusto

Dopo l'etā ellenistica per la prima volta nacquero a Roma e in altre cittā italiane importanti manifatture vetrarie, probabilmente impiantate da vetrai provenienti da regioni del Mediterraneo orientale.

Gli scavi effettuati in varie localitā (Roma, Luni in Liguria, o Cosa nell'Etruria), dimostrano, infatti, la scarsa conoscenza che i Romani avevano, prima del periodo di Augusto, dei manufatti in vetro.
Poi quasi all'improvviso, compare lo stesso tipo di oggetti un po' ovunque in Italia, in centri grandi e piccoli, ricchi e poveri, urbani e rurali, e all'estero in Francia, in Svizzera, in Austria, in Germania e in Spagna, dove erano stanziati i soldati delle legioni di Augusto, ai quali venivano inviati oggetti di vetro.
Secondo il geografo Strabone, contemporaneo di Augusto, l'industria vetraria possedeva una grande inventiva e produttivitā.
Non solo sperimentava varie tecniche di colorazione, ma riusciva a immettere sul mercato vasellame molto economico, che costava solo una moneta di rame.
L'industria romano-italica, produsse un vasellame molto particolare, ottenuto mediante colatura in stampi composti di due parti o plasmando il vetro sopra o all'interno di stampi tradizionali.
Tale vasellame č oggi facilmente riconoscibile dai frammenti, vivacemente colorati, opachi o traslucidi, creati con sezioni o pezzi di canne in vetro mosaico.
La maggior parte di questi oggetti, rinvenuta quasi esclusivamente in Italia e nel Mediterraneo occidentale, presenta caratteristiche proprie, un nuovo repertorio di forme, di combinazioni, di disegni e di colori.
Prettamente romane sono le serie di piatti, coppe, coppette e vassoi, eseguiti per mezzo della colatura in vetro mosaico o colorati (blu Savoia, verde giada, rosso opaco, blu pavone, bianco, azzurro), che imitano le forme delle ceramiche prodotte ad Arretium in Etruria.
I ritrovamenti effettuati a Roma e altrove in Italia, dimostrano con chiarezza come la prima produzione vetraria fosse ottenuta con il metodo della colatura.
Solo all'epoca della dinastia Giulio-Claudia la scoperta e la diffusione della soffiatura rivoluzionarono l'industria vetraria.
Con tale tecnica vennero creati vetri-cammeo o rivestiti, che risalgono all'etā augustea o a quella immediatamente successiva
Si trattava di recipienti, in genere brocche, coppe da bevande, anfore o ampolle prodotte sovrapponendo uno strato di vetro bianco opaco a uno blu scuro, rosso porpora o verde.
Lo strato di vetro bianco veniva poi meticolosamente scolpito da un intagliatore di gemme, che rappresentava in rilievo motivi egizi, miti classici e riti in onore del dio greco Dioniso.

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